Domenica pomeriggio. Un divano, o peggio ancora il tavolo di un ristorante. Il bambino col tablet, il papà col telefono, la mamma col telefono. Tutti nello stesso posto… e tutti da un’altra parte.
A un certo punto il bambino alza gli occhi e dice: «Mi annoio.»
E noi, senza nemmeno staccare lo sguardo dallo schermo: «Ma come ti annoi? Hai il tablet!»
Questa scena me l’hanno raccontata tante volte. E vi confesso che quando la vedo con i miei occhi, nei ristoranti o durante le feste, mi viene una tristezza che non so spiegare. Perché in quel tavolo c’è tutto quello che serve per essere felici: una famiglia, del tempo, delle persone che si vogliono bene. Manca solo una cosa. Esserci.
La missione: un’ora, tutti insieme
Per questo la terza Hero Card PAIDEMMEN si chiama Disconnessi. La consegna è semplice: un’ora senza telefono, tablet, videogiochi o televisione. Scegli qualcuno della tua famiglia e fate qualcosa insieme.
Un’ora. Non una settimana, non “da oggi basta schermi”. Solo un’ora.
Sembra poco… ma non lo è. Provateci.
Gli schermi non sono il nemico
Mettiamolo in chiaro subito: io non dico che la tecnologia fa male. Dentro un telefono ci sono anche cose belle, e io stesso vi sto scrivendo da uno schermo. La mia è una domanda, un po’ una provocazione: siamo ancora capaci di scegliere quando usarli e quando metterli via?
Perché se lo schermo si accende da solo ogni volta che c’è un momento vuoto, allora non siamo più noi a usarlo. È lui che usa noi.
Che cosa succede quando lo spegniamo
Quando togliamo lo schermo succede una cosa strana: compare un vuoto. E all’inizio quel vuoto ha un nome che i bambini odiano… NOIA.
Ma se si resiste ai primi dieci minuti, succede la magia. Qualcuno tira fuori un mazzo di carte, qualcun altro un foglio e dei colori. Si finisce a cucinare insieme, a fare una passeggiata, a costruire una capanna con i cuscini del divano. Si parla. Si ride. E ci si guarda, finalmente.
Io sono convinto che la noia sia l’inizio della fantasia. È il terreno dove nascono le idee. E ogni volta che la copriamo con uno schermo, quel terreno non lo lasciamo fiorire. Anzi, piano piano lo inaridiamo.
Questa volta tocca anche a voi
Ed eccoci al punto scomodo: questa missione non funziona se la fa solo il bambino.
Se gli chiediamo di mettere via il tablet mentre noi controlliamo le notifiche, il messaggio che gli arriva è uno solo: “le regole valgono per te, non per me”. E i bambini imparano da quello che ci vedono fare, non da quello che diciamo.
Quindi per un’ora decidetelo anche voi: questo tempo è nostro. Mettete i telefoni in un cassetto o in un’altra stanza, lontano dagli occhi. Lasciate che sia lui a scegliere cosa fare insieme, perché la missione è sua e voi siete il suo compagno d’avventura. Se si annoia, non correte a riempire il silenzio: spesso l’idea più bella arriva proprio da lì. E alla fine, niente prediche. Non serve dire “visto che si può vivere senza tablet?”. Ha già capito tutto da solo.
La Super Domanda
Finita l’ora, chiedetegli: «Qual è stata la cosa più bella che abbiamo fatto senza schermi?»
E poi fatevi la stessa domanda anche voi. Magari vi accorgerete che la risposta è la stessa.
Le avventure più grandi non stanno dentro un telefono. Non perché dentro un telefono non ci sia niente di bello, ma perché fuori dallo schermo c’è una vita che ha bisogno di noi. Presenti.
Una premessa, con il cuore: non sono uno psicologo, né un pedagogista, né un medico. Quello che racconto qui è solo il mio punto di vista: nasce dalle feste, dalle scuole e da quello che ho vissuto io da bambino. Prendetelo come una chiacchierata tra amici, non come un consiglio professionale. Per qualsiasi dubbio, le persone giuste restano il pediatra e gli specialisti.
Attiva la missione, o raccontami la tua
Volete provarla a casa? Toccate Attiva la missione: si apre WhatsApp con il messaggio MISSIONE DISCONNESSI già scritto. Inviatelo e vi mando gratis la Hero Card con la missione completa.
E se vi va, raccontatemi un vostro episodio legato a questa missione, uno che ci terreste a condividere con me: una volta in cui è andata benissimo, o una in cui è andata tutta storta. Belle o difficili, le vostre storie sono quelle che mi insegnano di più. Salvate il mio numero in rubrica, così vi arriveranno anche le prossime missioni.
E dopo lo schermo spento?
Con la prima missione il bambino ha guardato dentro di sé e ha scoperto “posso provare”. Con la seconda ha guardato chi ha intorno: “posso fare qualcosa per qualcuno”. Con questa ha guardato il suo tempo: “posso scegliere di esserci”.
Con la quarta guarderà da dove viene. Si chiama Cacciatore di Storie, e da qualche parte in casa vostra c’è un oggetto che aspetta solo di essere raccontato.
C’è un supereroe in ognuno di noi 🕷❣️🕸

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