In ogni casa c’è un cassetto così. Quello che nessuno apre mai. Dentro ci sono una foto in bianco e nero con gli angoli consumati, un orologio che non funziona più, una chiave che nessuno sa più cosa apra.
Per un bambino sono cianfrusaglie. Fino al giorno in cui ne prende una in mano e chiede: «Questo cos’è?»
Ed è lì che qualcuno, un genitore o un nonno, si siede. Gli si illuminano gli occhi, la voce cambia.
«Eh… questa è una storia lunga.»
In quel momento, in quella stanza, succede una cosa che nessuno schermo potrà mai fare: la magia di una condivisione vera, che parte dal cuore di chi racconta e arriva dritta al vostro bambino, sotto forma di storia.
La missione: trova un oggetto con una storia
La quarta Hero Card PAIDEMMEN si chiama Cacciatore di Storie, e la consegna è questa: trova in casa un oggetto con una storia. Fattela raccontare… e poi raccontala tu!
Niente Google, niente video. La caccia si fa dentro casa. Può essere una fotografia, un vecchio giocattolo, una lettera ingiallita, un vestito che nessuno mette più. Qualcosa che a prima vista sembra niente. Poi arriva la parte più preziosa: chiedere a qualcuno di raccontarne la storia. E ascoltarla davvero.
Gli oggetti sono porte
Un oggetto vecchio è una porta su un mondo che il bambino non conosce. «Di chi era?» «Quanti anni avevi?» «Perché lo tieni ancora?» Una domanda tira l’altra, e all’improvviso succede una cosa bellissima: il nonno, la nonna, la mamma non sono più solo “i grandi”.
Diventano bambini di un’altra epoca. Anche loro avevano paura del buio, facevano scherzi, litigavano con i fratelli, sognavano. E il vostro bambino scopre che chi gli vuole bene è stato piccolo come lui, e che lui fa parte di una storia cominciata molto prima di lui.
Io, ogni volta che ci penso, mi rendo conto di quante storie dei miei nonni non ho mai chiesto. E di quanto pagherei oggi per poterle ascoltare.
Ascoltare prima di raccontare
La seconda metà della missione è quella che fa la differenza: …e poi raccontala tu.
Per riuscirci il bambino deve aver ascoltato sul serio. Deve ricordare, scegliere cosa gli è rimasto, metterlo in ordine e trasformarlo nel suo racconto. Ascoltare smette di essere stare zitti e aspettare che l’altro finisca: diventa attenzione, memoria, restituzione. È un superpotere che oggi, diciamocelo, scarseggia parecchio. Anche tra noi grandi.
Il vostro compito: aprire il cassetto
Aiutatelo nella caccia, ma lasciate che sia lui a scegliere l’oggetto: è la sua curiosità a far partire tutto. Se i nonni sono lontani va benissimo una telefonata, meglio ancora una videochiamata con l’oggetto davanti alla telecamera. Per una volta lo schermo diventa un ponte, e va bene così. Se la storia la conoscete voi, raccontatela come farebbe un nonno: con calma, con i dettagli, con le pause giuste.
E quando sarà lui a raccontarla, non correggetelo. Non conta che sia perfetta, conta che sia sua. Magari cambierà qualche dettaglio… benvenuti nella tradizione orale 😅
La Super Domanda
Alla fine del racconto chiedetegli: «Che cosa hai scoperto che prima non sapevi?»
Non ci interessa se ha imparato la storia a memoria. Ci interessa cosa gli è rimasto dentro. E vi assicuro che certe risposte resteranno dentro anche a voi.
Una premessa, con il cuore: non sono uno psicologo, né un pedagogista, né un medico. Quello che racconto qui è solo il mio punto di vista: nasce dalle feste, dalle scuole e da quello che ho vissuto io da bambino. Prendetelo come una chiacchierata tra amici, non come un consiglio professionale. Per qualsiasi dubbio, le persone giuste restano il pediatra e gli specialisti.
Attiva la missione, o raccontami la tua
Volete provarla a casa? Toccate Attiva la missione: si apre WhatsApp con il messaggio MISSIONE CACCIATORE DI STORIE già scritto. Inviatelo e vi mando gratis la Hero Card con la missione completa.
E se vi va, raccontatemi un vostro episodio legato a questa missione, uno che ci terreste a condividere con me: una volta in cui è andata benissimo, o una in cui è andata tutta storta. Belle o difficili, le vostre storie sono quelle che mi insegnano di più. Salvate il mio numero in rubrica, così vi arriveranno anche le prossime missioni.
Quattro missioni, un solo supereroe
Guardatele tutte insieme, queste quattro card. Con la prima il bambino ha guardato dentro di sé: “posso provare”. Con la seconda ha guardato chi ha intorno: “posso fare qualcosa per qualcuno”. Con la terza ha guardato il suo tempo: “posso scegliere di esserci”. Con la quarta ha guardato da dove viene: “posso fermarmi e ascoltare la storia di un’altra persona”.
Non sta collezionando carte. Sta collezionando cose che ha avuto il coraggio di provare, persone che ha aiutato, ore passate senza uno schermo, storie che qualcuno gli ha affidato.
Il supereroe non è chi vola. È chi prova anche quando ha paura, chi si accorge degli altri, chi sa mettere via uno schermo, chi sa fermarsi ad ascoltare.
E la prossima missione è già in preparazione… salvate il mio numero, così sarete i primi a riceverla.
C’è un supereroe in ognuno di noi 🕷❣️🕸

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