Chi c’è dietro PAIDEMMEN
Ciao, sono Costantino. Per i bambini, SuperCosta.
Non sono un supereroe invincibile. Sono una persona che ha imparato, a volte nel modo più difficile, quanto conta per un bambino sentirsi visto, ascoltato e capace. PAIDEMMEN è il mio modo di restituire tutto questo.

Una storia che mi ha insegnato ad ascoltare
Sono nato nel dicembre del 1974, il più piccolo di tre fratelli. A quattro anni ho perso la mia mamma e sono cresciuto con i nonni. Da bambino ho conosciuto la fatica di sentirmi un po’ fuori posto, a scuola e con gli altri.
È da lì che nasce la mia attenzione per i bambini: so quanto può cambiare la giornata di un bambino un adulto che si ferma, lo guarda e gli dice «ce la puoi fare».
Lo sport, la mia prima scuola
A 17 anni ho scoperto la pallavolo e non l’ho più lasciata: oltre trent’anni di campo, fino alla serie B nazionale nel 2018. Lo sport mi ha dato fiducia in me stesso e mi ha insegnato a stare in squadra.
Nel 2002, in Piemonte, ho fondato una società di pallavolo e ho allenato centinaia di bambini. È lì che ho capito che il gioco è il modo più potente per trasmettere valori.

Il volontariato
Nel 2001 ho partecipato alla gestione di un convento francescano, tra accoglienza, musica e meditazione. L’anno dopo ho trascorso tre mesi in Croazia accanto alle comunità colpite dalla guerra. Durante l’alluvione in Emilia-Romagna ho raccolto fondi e portato aiuti.
Oggi collaboro con Cittadinanza Attiva di Latina, con cui porto PAIDEMMEN tra i bambini ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti. Leggi l’articolo di Latina Oggi
Come è nato PAIDEMMEN
Tutto è iniziato per caso. Lavoravo all’animazione in una struttura per feste quando un giorno ho dovuto sostituire la mascotte prevista e ho indossato per la prima volta un costume da supereroe. Ho visto gli occhi dei bambini e ho capito che quel momento poteva diventare molto di più di un gioco.
Da allora ho portato quel sorriso in ospedali, scuole e case famiglia, fino in Tunisia. E da quelle esperienze è nato il progetto C’è un supereroe in ognuno di noi: perché il vero obiettivo non è che i bambini incontrino un supereroe, ma che scoprano di poterlo essere anche loro.






