C’è un mostro che non fa rumore. Non ha denti, non si nasconde sotto il letto e non attacca in classe. Si muove piano, fuori da scuola: nelle case, nei pomeriggi liberi, a tavola. I bambini lo incontrano ogni giorno, e spesso siamo proprio noi adulti ad aprirgli la porta. Io lo chiamo il mostro Dopamina.

Chi è il mostro Dopamina
La dopamina è una sostanza che il nostro cervello produce quando riceve una piccola ricompensa: un livello superato, un video nuovo, una notifica. Non è cattiva, anzi: ci aiuta a sentirci motivati. Il problema nasce quando le ricompense arrivano tutte da uno schermo, veloci e senza fatica. Allora tutto il resto, una chiacchierata, un libro, un pomeriggio dai nonni, sembra più lento e meno interessante.
Ai bambini lo racconto così: il mostro Dopamina si nasconde nei pomeriggi in cui un videogioco dura più di una chiacchierata con mamma e papà. Si infila nei pranzi di famiglia, quando invece di raccontarsi la giornata si guarda un tablet o resta accesa la TV. E si impossessa delle cene al ristorante, quando il cellulare dei genitori diventa il modo più semplice per far passare il tempo.
Giorno dopo giorno, ruba tempo prezioso. Un tempo che nessuno restituirà più.
La domanda che ha fermato tutto
Durante un incontro del progetto C’è un supereroe in ognuno di noi, ho fatto ai bambini una domanda semplice:
A chi avete dedicato meno tempo, senza accorgervene?
Le risposte sono arrivate piano. «Mamma e papà.» «Il mio fratellino.» «Il mio migliore amico.» E poi, con un filo di voce: «Anche i miei nonni.»
Proprio quei nonni che, nella missione sulle paure e sul coraggio, molti di loro avevano detto di avere paura di perdere. Lo avevano raccontato con gli occhi lucidi e la voce incerta. Eppure è proprio a loro che rischiano di dedicare sempre meno tempo, perché il mostro Dopamina ci fa credere che ci sarà sempre un domani: un’altra visita, un’altra storia, un altro abbraccio.
In quel momento ho visto nei loro sguardi una cosa bellissima: la voglia di cambiare.
I bambini che il mostro non riesce a prendere
Per fortuna ci sono anche le eccezioni. Bambini che leggono libri pieni di avventure. Bambini che costruiscono, disegnano, inventano storie con pupazzi e colori. Bambini che vanno dai nonni senza aspettare un’occasione speciale, solo per stare con loro. Non hanno sconfitto la tecnologia: hanno imparato a tenere a bada il mostro, decidendo loro quando usarla.
5 idee per tenere a bada il mostro Dopamina in famiglia
Non serve vietare tutto. La tecnologia è uno strumento: il punto è che non prenda il posto del gioco, delle relazioni e del tempo insieme. Ecco cosa funziona davvero nelle famiglie che incontro.
- Una zona libera dagli schermi. Iniziate dalla tavola: niente telefoni né TV durante i pasti, per tutti. È il momento più semplice per raccontarsi la giornata.
- Sostituire, non solo togliere. Un «basta tablet» funziona poco se non c’è un’alternativa pronta: un gioco da tavolo, una costruzione, una passeggiata con il cane, una ricetta da fare insieme.
- Il kit anti-noia per il ristorante. Un mazzo di carte, matite e un quaderno nella borsa. La noia non è un nemico: è spesso il punto da cui parte la fantasia.
- Il patto dello schermo. Decidete insieme ai bambini quando e quanto si usa, e scrivetelo su un foglio appeso in casa. Le regole scelte insieme si rispettano di più di quelle imposte.
- L’esempio, prima di tutto. I bambini guardano quello che facciamo, non quello che diciamo. Se il nostro telefono resta in tasca, il loro diventa più facile da posare.
La missione: due gesti d’amore in una settimana
Alla fine dell’incontro ho affidato ai bambini una missione speciale: entro una settimana, compiere due gesti d’amore verso qualcuno. Una carezza alla mamma, un disegno per un amico, una visita a sorpresa ai nonni. Non importa quanto piccoli: conta scegliere di donare il proprio tempo invece di lasciarlo scivolare davanti a uno schermo.
Poi ogni bambino ha ritagliato un cuoricino di cartoncino rosso e ha scritto su un lato il primo gesto e sull’altro il secondo. Tutti i cuoricini sono stati appesi, con tante mollettine colorate, su un grande cartellone a forma di cuore.
Potete farla anche a casa, stasera. Due gesti a testa, grandi e piccoli, e un cuore di carta attaccato al frigorifero. Mi piace pensare che da qualche parte un bambino abbia lasciato spento il tablet per aiutare in cucina, o abbia chiesto di andare dai nonni subito, senza aspettare il weekend. In quel momento, senza accorgersene, ha vinto la sua prima battaglia da vero supereroe.
Vuoi portare questa missione nella tua scuola?
Il mostro Dopamina è uno dei personaggi del progetto educativo C’è un supereroe in ognuno di noi, che porto nelle classi della scuola primaria con giochi, storie e piccole missioni da vivere in famiglia. Se sei un insegnante o un genitore e vuoi saperne di più, scrivimi.
Una premessa, con il cuore: quello che leggete qui è solo il mio punto di vista. Non sono uno psicologo, né un pedagogista, né un medico. Racconto quello che vivo alle feste, nelle scuole e in giro per l’Italia, e quello che ho vissuto io da bambino. Prendetelo come una chiacchierata tra amici davanti a un caffè. E se la vedete diversamente, scrivetemelo: è proprio questo il bello.

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